Maggio, 2021

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E’ uscito “Si Crea”, il libro dedicato all’impegno nell’antimafia dell’Arci in Toscana

E’ appena uscito per Betti Editrice, grazie al contributo della Regione Toscana, “SI CREA – L’impegno di Arci Toscana nell’antimafia sociale“, il libro che raccoglie le attività di educazione alla legalità e all’antimafia che i Comitati Territoriali Arci di tutta la Regione hanno svolto nell’ambito del progetto SI CREA (anno 2019/20) a valere sul bando della Regione Toscana sui contributi alla legalità democratica (L.R. 11/99)
Un libro che è un cammino attraverso i progetti, le campagne, le iniziative, le serate, i laboratori realizzati negli ultimi tre anni in tutta la Toscana, dalle scuole elementari alle superiori, dalle città ai piccoli paesini di provincia, dalle case del popolo ai teatri comunali. Dentro ci trovate tutto questo e molto di più: per esempio i contributi del Magistrato Leonardo Guarnotta, dello scrittore Alessandro Gallo, de* giornalist* Attilio Bolzoni, Floriana Bulfon e Angela Iantosca, del Presidente della Regione Eugenio Giani, del Presidente di Arci Toscana Gianluca Mengozzi e della Responsabile Antimafia Sociale e Legalità di Arci Toscana Serenella Pallecchi. Insomma, un grande lavoro collettivo dell’Arci in Toscana di cui siamo orgogliosi.
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Ecco il nostro contributo, che trovate a pp. 21-29 del libro:
Il racconto di ARCI FIRENZE

L’impegno e l’attivismo nel campo dell’antimafia sociale è da sempre uno dei pilastri della vita associativa del nostro Comitato. Arci Firenze, fin dagli anni Novanta, si è infatti occupata di questa tematica con strumenti e progettualità diversificati e sempre nuovi, cercando di coinvolgere più persone possibile nella costruzione di un dibattito plurale e consapevole attorno alla lotta alla criminalità organizzata. Gli obiettivi delle nostre azioni sono sempre stati molti, ma tutti connessi nel tentativo di dar vita ad un discorso nuovo, spontaneo, collettivo, radicato: pensare l’antimafia non solo come un gesto da ripetersi in una data ricorrente o una delega da riconoscere a chi di questo si occupa per lavoro, ma come un vero e proprio impegno quotidiano, una modalità concreta di vivere e di relazionarsi con gli altri. Per questo abbiamo sempre provato a coinvolgere i più giovani nelle scuole o a dar vita ad azioni concrete che, seppure in minima parte, potessero avere un impatto tangibile sul reale; e per questo abbiamo provato, negli anni, a porre al centro del dibattito discorsi e azioni che non si limitassero alla diffusione di un concetto astratto di ‘legalità’ da applicare al quotidiano, ma che pensassero ogni persona come un soggetto in grado, autonomamente e collettivamente, di crescere e migliorare e progredire, contribuendo così alla realizzazione di una società più giusta e aliena da soprusi. È infatti attraverso questo lavoro che pensiamo possa essere possibile migliorare il proprio presente, garantendo un futuro migliore a chi verrà, ponendo in questo modo le basi per la costruzione di una comunità che neghi e contrasti in maniera autentica e istintiva il prodursi di rapporti di forza squilibrati e di fenomeni di criminalità come quelli rappresentati dalle varie mafie.

Il nostro impegno in questo settore, ormai da molti anni, ha come punto fermo l’organizzazione, il coordinamento e la promozione dei campi della legalità di Arci Nazionale, momenti di concreta riappropriazione collettiva dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Negli ultimi anni, grazie soprattutto al lavoro di Serenella Pallecchi e di Arci Toscana, abbiamo accompagnato centinaia di ragazzi e di ragazze del nostro territorio a Corleone (PA) a Casa Caponnetto, foresteria strappata dalle mani dei Fratelli Grizzaffi e ormai da tempo gestita dalla Cooperativa Lavoro e Non Solo, e a Suvignano, nella tenuta senese confiscata all’imprenditore mafioso Vincenzo Piazza e ora sede di moltissime attività d’impegno civile.

Insieme alla Coop. Lavoro e Non Solo abbiamo inoltre provato a dar vita a piccole reti di mercati alternativi, costituiti da prodotti biologici e intessuti di rapporti umani solidali. Abbiamo distribuito in moltissimi dei nostri Circoli Arci i prodotti coltivati nei terreni confiscati a Cosa Nostra a Corleone, Monreale e Canicattì dai soci e dai lavoratori della Cooperativa insieme a tutti quei giovani che ogni estate, da ogni parte d’Italia, si recano in Sicilia per dare il proprio contributo alla realizzazione di un modello diverso di società: rispettoso dell’ambiente e della dignità dei lavoratori. Non solo: moltissimi volontari e volontarie delle Case del Popolo si sono attivati per la vendita e la promozione dei prodotti provenienti dai terreni confiscati, organizzando nei propri spazi cene solidali e raccolte fondi in supporto alla Coop, Lavoro e Non Solo, aiutandola ad emergere dai momenti più difficili della propria attività.

Negli ultimi tre anni, grazie al supporto della Regione Toscana, il nostro Comitato ha inoltre sviluppato il proprio impegno in questo ambito soprattutto all’interno di due luoghi per noi fondamentali: la scuola e i Circoli Arci. Per quanto riguarda il primo di questi due ambienti, abbiamo cercato di parlare il più possibile di mafia e di antimafia con i più giovani, organizzando incontri, laboratori, progetti in molti Istituti Secondari di tutta la provincia, dal Mugello alla città, dalla Valdisieve alla Piana. Abbiamo provato a capire cosa i ragazzi e le ragazze già sapevano riguardo a queste tematiche e abbiamo forse intuito che molto spesso sono i nomi propri ad essere conosciuti – Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Placido Rizzotto – ma non la storia che li unisce. Abbiamo notato che ‘mafia’ è una parola ascoltata molte volte, ma spesso attraverso canali diversi da quelli che veicolavano questo concetto in passato, e dunque abbiamo provato a partire proprio dagli strumenti dei più giovani per calarsi poi, insieme, con tutto il tempo necessario, nella complessità di questo fenomeno. Ed è forse per questo che abbiamo provato a utilizzare l’arte e la cultura per parlare di criminalità organizzata, invitando scrittori a parlare con le classi, allestendo spettacoli nelle scuole, portando i ragazzi nei luoghi dove le cose sono avvenute, luoghi in cui si può toccare con mano il senso più profondo di questa Storia. Ecco che nei nostri laboratori sono passati il giornalista Attilio Bolzoni e la scrittrice Bianca Stancanelli, le compagnie teatrali Altroteatro e Diremare, i giovani dei campi della legalità. E poi abbiamo pensato che anche i ragazzi e le ragazze più piccoli, quelli delle scuole medie, andassero coinvolti, rivolgendoci soprattutto – come linea guida fondamentale del nostro agire – alle scuole di provincia e di periferia. Dunque, da due anni a questa parte, abbiamo dato vita a un laboratorio radiofonico nelle Secondarie di Primo Grado. Vi sono stati coinvolti i lavoratori della nostra radio, Novaradio Città Futura, gli alunni e le professoresse delle scuole. L’esito di questo lavoro sono tanti ritratti letti ad alta voce dai giovani delle Medie, ritratti di tante persone che nella loro vita non sono indietreggiate di fronte al proprio dovere e che, per questo, sono state brutalmente colpite dalla criminalità organizzata. I ritratti registrati vengono poi trasmessi ogni 21 marzo su Novaradio.

Ultimo obiettivo del nostro impegno nell’antimafia sociale è sempre stato il tentativo di portare queste tematiche nei luoghi che più ci sono propri, i Circoli Arci, dunque nei paesi, nei quartieri, sui territori. Negli ultimi anni abbiamo organizzato una rassegna primaverile di quattro eventi in quattro diverse Case del Popolo, cercando di coinvolgere i soci e le socie Arci, con particolare attenzione ai più giovani. Nei Circoli di tutta la provincia abbiamo parlato di beni confiscati con il Procuratore Capo della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo e il Presidente della Coop. Lavoro e Non Solo Calogero Parisi; ci siamo interrogati sul gioco d’azzardo e sulle infiltrazioni mafiose in questo settore con Giulia Migneco di Avviso Pubblico; abbiamo assistito agli spettacoli di Diremare Teatro sul capolarato e a quelli di Altroteatro sulle voci ribelli alla criminalità organizzata; abbiamo dato vita a readings insieme ai ragazzi e alle ragazze della Scuola Media di Vicchio; abbiamo cenato con i prodotti coltivati nelle terre confiscate; abbiamo ascoltato, infine, le parole del Magistrato Leonardo Guarnotta, ex componente del Pool Antimafia.

Attraverso tutte queste attività stiamo provando a continuare un cammino iniziato ormai oltre vent’anni fa, e stiamo cercando di farlo in maniera collettiva, coinvolgendo le nuove generazioni e trattando di queste tematiche sul territorio. Pensiamo che la lotta alla mafia non si possa limitare ad un’etichetta, ma debba essere una delle tante componenti che orientano il nostro impegno per costruire una società migliore e più giusta. Nei prossimi anni proseguiremo questo lavoro, cercando di rendere sempre più aperto e coinvolgente il nostro attivismo, provando a sondare e a capire sempre di più – questo è l’obiettivo che oggi ci diamo – le modalità di organizzazione della criminalità organizzata nel nostro territorio, così come le modalità per combatterla nella quotidianità, provando a diventare insieme persone migliori, intransigenti di fronte alle ingiustizie e ai soprusi.

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