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L’Arci con i Comuni contro le ingiustizie del decreto Immigrazione

Dopo la rivolta dei Sindaci, l’Arci scrive all’Associazione dei Comuni: nella lettera che la presidente nazionale Francesca Chiavacci ha inviato al presidente ANCI e sindaco di Bari, Antonio Decaro, il sostegno ai sindaci che si oppongono al decreto sicurezza, e la richiesta di un incontro per costruire iniziative comuni.

 

Gentile Presidente,
Le scriviamo per esprimere il nostro favore e la nostra soddisfazione per le sue dichiarazioni di ieri nelle quali si è fatto carico, sia nel suo ruolo di Sindaco che in quello di Presidente dell’ANCI, della richiesta di un incontro chiarificatore con il Governo, a proposito dell’attuazione del decreto immigrazione.
Come Lei sa, la nostra associazione è impegnata da tempo nella gestione dell’accoglienza in tante parti d’Italia, in collaborazione con centinaia di sindaci e amministrazioni comunali, mettendo a disposizione competenze e strutture, favorendo politiche inclusive, con unagrande attenzione alle comunità locali e alle persone coinvolte, divulgando buone prassi di impegno e convivenza civile. Come abbiamo denunciato durante tutta la discussione parlamentare e prima ancora con l’emanazione del decreto, la negazione dell’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, e quella dell’accesso al sistema SPRAR sia per i richiedenti asilo che per i titolari di Protezione Umanitaria, escludono l’accesso dei cittadini migranti ai più basilari servizi sociali.
A fronte di una campagna propagandistica volta solo ad ottenere consenso, il risultato di questa politica porterà soltanto a un aumento del disagio sociale, in quanto i cittadini migranti si trovano da un giorno all’altro senza alcuna alternativa: ad esempio i richiedenti asilo, nonostante per legge possano lavorare, senza l’iscrizione anagrafica saranno obbligati a lavorare in nero. La percezione del migrante come “peso sociale” aumenterà e questo alimenterà ancora di più l’immagine negativa del fenomeno migratorio. L’obiettivo di ottenere consenso, senza avere alla base una reale ed efficace politica sociale, sarà raggiunto e a farne le spese saranno soltanto i cittadini. Un paese civile dovrebbe aspirare a politiche di inclusione sociale e non opporsi a esse.
Sappiamo quanto di questo siano consapevoli innanzitutto coloro che Lei rappresenta, i Sindaci, che sono chiamati a governare le città e a dare risposte ai cittadini in termini di sicurezza e di garanzia dei diritti.
Abbiamo visto in questi giorni alcuni Sindaci in Italia che, in maniera diversa, hanno dichiarato che si opporranno alla politica discriminatoria e, a nostro parere, incostituzionale, che sta alla base di quella normativa.
Siamo pronti a sostenere la loro scelta con tutti i mezzi a nostra disposizione e ad incontrarLa in qualsiasi momento per costruire eventuali iniziative comuni.

Cordiali saluti.
Francesca Chiavacci

presidente nazionale Arci

 

Scarica in pdf la lettera della Presidente Arci