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Comunicato stampa del 31/05/2010 |
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Bondi si dimetta! Danneggia la cultura del nostro Paese
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Il ministro Bondi si deve dimettere
Sta danneggiando la cultura di questo Paese
Roma, 31/05/2010
Sono mesi che seguiamo con grande preoccupazione le scelte politiche del Ministro Sandro Bondi. Non c’è vicenda che riguardi il suo dicastero che non si trasformi in un danno per il mondo della cultura del nostro Paese. Dal rifiuto di rappresentare l’Italia al prestigioso Festival di Cannes dove ha vinto la Palma d’oro uno dei nostri migliori giovani attori al contestatissimo decreto sulle Fondazioni Liriche, dal taglio del Fondo Unico sullo spettacolo al depauperamento dei fondi per le Sovrintendenze e la tutela dei beni culturali. Ora anche l’abolizione del finanziamento pubblico a decine di prestigiose fondazioni che, spesso in assoluta solitudine istituzionale, valorizzano la nostra storia e la nostra straordinaria ricchezza culturale.
Per questo governo, la Cultura, la sua tutela e promozione paiono assolutamente prive di rilievo. Non viene compreso e potenziato il ruolo fondamentale che può svolgere nella crescita delle persone e nella costruzione del dialogo tra culture e popoli diversi. Né viene percepita come straordinario strumento di innovazione e sviluppo. Altro che Agenda Europea per la Cultura! Il ruolo che le viene attribuito all’interno della Strategia di Lisbona per la crescita, l’impiego, l’innovazione e la competitività non è e non sarà mai nell’agenda politica del Ministro Bondi e del suo Governo.
L’attacco al sapere e alla conoscenza è fortissimo e riguarda tutti i suoi ambiti: la scuola e la ricerca sono oggetto di tagli pesantissimi; la riduzione dei trasferimenti agli enti locali sta danneggiando i progetti culturali più avanzati e radicati nei territori; la libertà di informazione è sottoposta ad attacchi gravissimi e il servizio radiotelevisivo pubblico è ormai sempre più piegato ai diktat della maggioranza.
La promozione della cultura per la crescita di cittadini attivi e consapevoli, la difesa del patrimonio culturale e della memoria del nostro Paese, la valorizzazione delle arti e della libertà di espressione non sono valori di parte: sono sanciti dalla nostra Costituzione, come spesso ricorda il Presidente Napolitano.
Il ministro Bondi ha ampiamente dimostrato di non avere né le competenze né l’autorevolezza necessarie per guidare un dicastero così importante. Per questo ne chiediamo le dimissioni e invitiamo le forze politiche, sociali e culturali che condividono le nostre preoccupazioni ad unirsi a questa richiesta.
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| Autore: Paolo Beni
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