Giugno, 2019

Ordinamento

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19Giu18:30Rifiuti Zero // Tutti pazzi per la naturaAl Cirkoloco la presentazione del libro di Rossano ErcoliniExfila | CirkolocoEvento organizzato da: Bottega del Tempo

19Giu20:30- 23:50GiocoZonaAppuntamento settimanale col gioco libero allo spazio exfilaExfilaEvento organizzato da: GiocoZona

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21Giu - 23Giu 2118:00Giu 23Stella RossaTre giorni di musica, incontri, buon cibo e molto altro alla prima edizione della festa fiorentina dei circoli ArciArea festa Via della FungaEvento organizzato da: Arci Firenze

22Giu20:00Cena socialeCena sociale alla casa del popolo di BalatroCasa del Popolo di BalatroEvento organizzato da: Casa del Popolo di Balatro

25Giu20:30Sauvignon Blanc tre territori per un grande bianco // Degustazioni 2019Al circolo Antella alla scoperta del Sauvignon BlancAntella CRCEvento organizzato da: Antella CRC

26Giu20:30- 23:50GiocoZonaAppuntamento settimanale col gioco libero allo spazio exfilaExfilaEvento organizzato da: GiocoZona

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Appello alle Amministrazioni Locali per difendere e tutelare l’accoglienza ai migranti

Nella Giornata Mondiale dei Diritti Umani, insieme a tante altre realtà dell’Associazionismo – e non solo – dei nostri territori, abbiamo inviato una lettera appello ai sindaci delle nostre comunità affinché  si attivino creando le condizioni di una collaborazione per impedire che l’accoglienza verso i richiedenti asilo si trasformi in una emergenza sociale e di sicurezza, per sostenere una efficace integrazione e perché tutti, pur nella diversità dei propri ruoli, si mettano a disposizione per un impegno concreto che definisca strumenti di ospitalità per tutte e tutti.
Di seguito l’appello integrale.

 

Lunedì 10 dicembre 2018

Spett. Sindaco

OGGETTO: Appello alle Amministrazioni Locali per difendere e tutelare l’accoglienza ai migranti

Nei giorni scorsi è stato approvato il Decreto Legge Sicurezza e Immigrazione che il Ministro dell’Interno ha prima brandito come arma contro tutti i mali del Paese, e infine scagliato contro le nostre comunità come una mannaia, rischiando di frantumarle. Sarebbe ipocrita negare che l’Italia di oggi non stia piombando in un clima d’intolleranza e di razzismo, di violenza e – quindi – d’instabilità e insicurezza. Lo straniero non è trattato come una persona con le proprie speranze e con la propria storia che chiede di esser riconosciuto nella sua umanità e nei suoi diritti, ma un “irregolare” senza diritto alcuno, neppure quello di avere una possibilità e, verrebbe da dire, nemmeno quello di esistere.
Il Decreto Salvini rischia di azzerare il diritto d’asilo che viene relegato a casi residuali; la cancellazione del titolo di soggiorno per ragioni umanitarie poi andrà a ingrossare l’esercito di chi vive nell’irregolarità e nel disagio, aumentando i conflitti sociali. Infine, l’accoglienza si sposta sulle grandi strutture private – quelle che tutti conosciamo grazie alle vicende del Cara di Mineo in Sicilia, oppure le inchieste di Mafia Capitale a Roma – tagliando i fondi, invece, per l’Accoglienza diffusa dell’unico Sistema pubblico di accoglienza del nostro Paese: lo Sprar (controllato dal Ministero, gestito in collaborazione con gli Enti locali e quindi sottoposto a una rigida rendicontazione).
Lo Sprar, oltre a creare migliaia di posti di lavoro in tutta Italia, ha finora permesso di avviare i rifugiati e i richiedenti asilo in percorsi di autonomia con corsi di lingua e tirocini lavorativi, ha contribuito a far crescere le economie dei territori e a ripopolare paesi. Anziché valorizzare una simile esperienza, il Ministro dell’Interno la mette alla porta e ne criminalizza l’espressione più famosa, ovvero il “modello Riace”, criminalizzando con esso quanti credono nella solidarietà, nella tutela dei diritti, della libertà e della partecipazione.
Contrariamente a quanto indicato dal Governo riteniamo necessario sostenere e dare continuità alle esperienze dei centri Sprar dai quali rischiamo un processo di svuotamento di coloro che perderanno la protezione a causa della nuova normativa. Occorre per questo immaginare comunque percorsi di presa in carico verso questa tipologia di persone, così come servono risposte ai tanti che, concluso il percorso di accoglienza, non hanno ancora raggiunto condizioni di autonomia.
Pare proprio che il Governo non voglia invece promuovere nessun tipo d’integrazione, di inclusione e formazione per chi arriva, ma abbia interesse solo a marginalizzare migliaia di persone su cui poi riversare ogni colpa e sulla cui pelle costruire consenso: una vera e propria strumentalizzazione del disagio e della sofferenza che mina i principi di civiltà e di convivenza.
Il Paese non può uscire indenne da tale imbarbarimento se non lo si argina subito, e forse siamo già in ritardo. Non si può permettere che le conquiste di anni di lotte, di rivendicazioni, siano cancellate.
Riteniamo necessario lanciare un segnale chiaro, da parte di chi vuole crescere e vivere in un paese in cui le comunità si reggano sul rispetto dei diritti e sull’uguaglianza delle opportunità, e non l’odio e la sopraffazione.
Ognuno di noi deve sentire su di sé l’impegno a contrastare il discorso d’odio che sottende alla politica del Governo. Non lasciamo che la sottocultura di stampo fascista e xenofoba, con il suo corollario di ignoranza e di violenza, continui a propagarsi; non permettiamo che chi ci governa cancelli diritti e alzi muri tra le persone.
Difendiamo i diritti umani, la solidarietà, l’antirazzismo, l’antifascismo, su cui la nostra Costituzione si fonda e riscopriamo il senso profondo dell’impegno attivo nelle nostre comunità: è solo così che si contrastano la solitudine e le paure di cui la propaganda xenofoba si nutre a proprio vantaggio, ma a discapito della libertà e del futuro di tutti e di ciascuno di noi.
Chiediamo per questo alle associazioni, alle istituzioni scolastiche e universitaria, ai singoli cittadini l’impegno per sostenere una efficace integrazione e perché tutti, pur nella diversità dei propri ruoli, si mettano a disposizione per un impegno concreto che definisca strumenti di ospitalità per tutte e tutti. E soprattutto chiediamo alle Amministrazioni locali che il sistema dell’accoglienza diffusa venga difeso e rafforzato (nel rispetto di chi vi lavora e di chi viene ospitato), nonostante il Decreto voluto dal Ministro Salvini e con la prospettiva di uscire dalla logica emergenziale per avanzare un modello ordinario e regolamentato di accoglienza. Occorre per questo confrontarsi sul tema di come difendere e rilanciare l’accoglienza diffusa del “modello toscano”. Per questo serve un investimento nella qualità del servizi che si debbono attestare su standard di accreditamento regionali con parametri sulle strutture e sui servizi erogati e pertanto sul lavoro.
Siamo convinti che una possibile strada potrebbe essere un’integrazione da parte delle istituzioni locali e regionali di servizi socio educativi e socio sanitari utili all’integrazione, e di servizi di orientamento al lavoro contro lo sfruttamento lavorativo dei migranti.

Per tutte le ragioni sopra espresse riteniamo necessario prima di tutto che la Prefettura di Firenze ritiri le tre circolari entrate in vigore dal 1 novembre, che non sono semplici provvedimenti amministrativi bensì segnali di criminalizzazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, e chiediamo che i sindaci tutti si attivino creando le condizioni di una collaborazione per impedire che l’accoglienza verso i richiedenti asilo si trasformi in una emergenza sociale e di sicurezza e per immaginare come nel mutato quadro normativo si possano strutturare servizi all’accoglienza.

Primi firmatari:
Anelli Mancanti Firenze, Arci Firenze, A.R.C.O. Scandicci, Aned Firenze, Anpi Firenze, Basta morti nel mediterraneo, Rete degli Studenti Medi Firenze, CGIL Firenze, Comunità islamica di Firenze e Toscana, Confraternita Misericordia di Tavarnelle, Coop. CAT, Coordinamento antimafia di Firenze, Coordinamento democrazia costituzionale, C.O.R.P.I., Cospe, Diaconia Valdese, Flc-CGIL Firenze, Fondazione Andrea Devoto, Fp-CGIL Firenze, Giuristi Democratici, Ipartecipate, Istituto Gramsci Toscano, Le antropologiche, Le case Onlus, Le Mafalde, Libera Toscana, Libertà e Giustizia, Oxfam, Progetto Accoglienza, Refuges Welcome Toscana, Rete Antirazzista Firenze, Rivista “Il grande vetro”, Ronda della carità, Sesto Pacifista e Solidale, UDU Firenze.

Circoli e Associazioni affiliate Arci Firenze che hanno aderito:
SMS Peretola, Circolo Arci Andreoni, Circolo Arci P. Pampaloni – Isolotto, Circolo Arci Le Panche – Il Campino, Circolo Arci Tra i lavoratori Porta al Prato, Casa del Popolo 25 aprile, Circolo Arci Il Risorgimento (Firenze), Ass. Exfila, Casa del Popolo del Galluzzo, Casa del Popolo di Settignano, Circolo Arci Primo Maggio Le Sieci, Circolo Arci Geppetto di S.Vincenzo a Torri, Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, Casa del Popolo Vingone Rita Atria, Circolo Arci Stella Rossa, Casa del Popolo San Casciano VP, Circolino Arci Semifonte, Casa del Popolo di Greve in Chianti, Circolo Arci Barberino di Mugello Bruno Baldini, Circolo Arci Le due Strade – Tripetetolo, ass. la Madreterra, Le Città Visibili, La Chute ass. culturale, Il Giardino dei ciliegi, FA.R.M. – Fabbrica dei racconti e della memoria, Sfumature in atto, Azione gay e lesbica, Associazione la Bottega del Tempo, Toscana Media Arte.

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