Ottobre, 2018

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27 gennaio, Giorno della memoria: “mai più fascismi. Per questo, uniti”.

di Andrea La Malfa, referente Arci per la Presidenza sulla Memoria

Quest’anno la Giornata della Memoria del 27 gennaio è probabilmente – e tristemente – più legata all’attualità di quanto non lo fosse gli anni precedenti. I movimenti fascisti e nazisti sono sempre più espliciti nei propri richiami e azioni.

A fine novembre, il blitz dei naziskin durante la riunione di Como senza frontiere è stato esemplificativo. Per alcuni giorni il tema del rischio legato alla riorganizzazione di gruppi nazifascisti è riemerso nel dibattito pubblico, grazie soprattutto alla ‘prontezza’ con cui i partecipanti a quell’incontro del circolo Ecoinformazione hanno filmato l’accaduto. Senza di loro probabilmente non ci sarebbe stata la risposta dovuta in termini politici e giudiziari.

È un dato che personalmente mi ha fatto riflettere. Quanti atti, più gravi e più violenti, rimangono sottaciuti? È possibile che un atto abbia delle conseguenze non tanto per la sua gravità ma per la diffusione di una immagine?

Questo pensiero non va letto come una sottovalutazione di ciò che è avvenuto in quel contesto; in quell’episodio la violenza e la minaccia sono evidenti in quel cerchio di ragazzi in piedi intorno a persone sedute e in quel ‘permesso’ finale, concesso, alla fine di quella stentata lettura.

Al contrario, queste domande trovano una risposta nella necessità di un più certo e stabile quadro politico ed istituzionale di controllo della ‘galassia nera’.

La nomina a Senatrice a vita di Liliana Segre è stata un segnale importante, con cui il Presidente Mattarella ha voluto mettere in evidenza il ruolo centrale che la memoria deve avere nella nostra società. La scelta dei tempi è stata esemplificativa della rilevanza che ha ormai assunto la ricorrenza del 27 gennaio all’interno dell’agenda politica e culturale del Paese.

Quest’anno, in maniera irrituale rispetto alle precedenti volte, abbiamo deciso di legare la Giornata della Memoria alla promozione della raccolta firme Mai più fascismi. Una proposta lanciata da Anpi e raccolta da diverse realtà, tra cui l’Arci. La campagna chiuderà il 2 giugno: c’è dunque bisogno di un profondo sforzo da parte nostra per garantire alla campagna la possibilità di raggiungere l’obiettivo del milione di firme.

Un segnale necessario, in primo luogo verso la pubblica opinione e le istituzioni, volto al far comprendere la trasversalità dell’antifascismo come valore costituzionale.

È di buon auspicio l’adesione alla raccolta firme di realtà molto diverse tra loro, dai sindacati, ad associazioni laiche e cattoliche, ai partiti politici del centrosinistra e della sinistra: mondi che nonostante valori in comune, hanno sempre più difficoltà ad intrecciare un proficuo dialogo.

Un obiettivo non facile, anche perché il dibattito pubblico è e resterà legato al tema delle elezioni politiche prima del 4 marzo, e alla probabile difficoltà di formare un nuovo governo, dopo. In nostro soccorso viene il nostro ‘calendario laico’ e il fatto che la nostra associazione promuove già molta attività su questo tema. In questo senso gli eventi già in programma, in particolar modo il 27 gennaio e il 25 aprile, sono parte del nostro impegno. I nostri circoli possono fare la differenza diventando luoghi dove firmare. Il mio invito è dunque quello di iniziare subito a raccogliere queste firme, stampando i fogli di raccolta e rendendoli disponibili nei diversi luoghi; ricordando nelle nostre iniziative questo nostro impegno; usando internet e diffondendo il link su change.org.

Il modo migliore per ricordare che l’Olocausto non è stato un accidente della storia, ma il punto di arrivo di un percorso di discriminazione razziale e odio verso le diversità.

Gli eventi dedicati alla Giornata della Memoria nei circoli di ARCI Firenze, per ricordare la Shoa e degli orrori del nazi-fascismo.

Venerdì 26 gennaio al Circolo Ricreativo Culturale Brozzi alle 21.15 con “Il  capitalismo tedesco e la deportazione”, un incontro con Virgilio Rovai (figlio di un ex deportato politico) e Oliviero Ulivi (ex deportato), a seguire alle 22.30, proiezione di un docufilm su Mauthausen. Organizzato in collaborazione con Anpi, Aned e Tempi Moderni.

Alla Casa del popolo di Settignano, alle 21.30 per il mese delle memorie di CinemAnemico, il film di Cate Shortland “Lore”, film intenso e originale sulle vittime del nazismo. Il Mese delle memorie di Settignano si chiude domenica alle ore 18.00 con la proietterà il documentario di Alexandre Valenti “Maestro, alla ricerca della musica nei campi” cui seguirà il concerto dell’Ensemble Alraune, che suonerà musiche proibite nella Germania nazista.

Giornata della memoria anche alla Casa del popolo di Fiesole, venerdì 26 gennaio alle 21,00 con la Filarmonica di Fiesole in concerto.

Sabato 27, per celebrare la giornata della memoria, il teatro del Circolo dell’Antella ospita una serata in cui, a partire dalla proiezione del documentario “Oltre la vittoria” di Alma Scalisi, si approfondirà il ruolo dello sport negli anni dell’orrore nazista e fascista, nella nostra città ma anche all’interno dei campi di concentramento di concentramento.

Domenica 28 gennaio memoria al centro anche del pomeriggio alla Casa del popolo Rita Atria di Vingone alle 17.45 con il secondo incontro del Ciclo Goccia a Goccia: giornate dedicate alla riflessione sui grandi temi sociali. Dalle 17.30 si leggeranno alcuni articoli della Costituzione e si ascolteranno i racconti dei viaggi della memoria. In chiusura, aperitivo.

Al Teatro del Circolo di Colonnata a Sesto Fiorentino alle 21.00 “Arbeit Macht Frei”, letture sull’Olocausto a cura di DiversaMente Teatro. Il ricavato della serata sarà devoluto ad Emergency.

Sabato e domenica, a Impruneta, alla Galleria Art Art, una due giorni dedicata alla memoria, organizzata da Casa del Popolo di Impruneta, Art Art Impruneta, Ass. Ferdinando Paolierie Filarmonica G. Verdi. La due giorni si intitola “Memoriae” e mette insieme arte, musica e poesia per un weekend all’insegna della storia e della riflessione.

Lunedì 29 gennaio, ancora un evento legato alla giornata della memoria alla Casa del popolo di Scopeti, a Rufina, dove alle 21.00 si presenterà il libro di Elio Materassi “Quarantaquattro mesi di vita militare (diario di guerra e di prigionia)” e si inaugurerà una mostra fotografica con le immagini scattate dagli studenti di un istituto superiore di Brema, che raccontano il dramma degli internati militari.

Tutti gli appuntamenti su www.arcifirenze.it/agenda

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