Agosto, 2017

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Palestina

Se siete neutrali in situazioni di ingiustizia, avete scelto la parte dell’oppressore. Se un elefante ha la zampa sulla coda di un topo e voi dite che siete neutrali, il topo non apprezzerà la vostra neutralità. (Desmond Tutu)

In Palestina lavoriamo al fianco delle organizzazioni sociali che resistono all’occupazione militare israeliana sostenendo la sovranità alimentare, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo agricolo e il protagonismo femminile a Beit Doqu e la promozione culturale, l’educazione culturale e la partecipazione giovanile nel campo profughi di Shu’fat.

Beit Doqu è un villaggio che rappresenta perfettamente la situazione palestinese: si trova circondata dal Muro di Separazione israeliano e dalle colonie illegali israeliane che la isolano dal resto della Cisgiordania. Proprio per sostenere la sopravvivenza di questa comunità e per rompere l’isolamento di cui sono vittime i suoi cittadini, lavoriamo da anni riabilitando appezzamenti di terreno, costruendo sistemi d’irrigazione, piantando nuove coltivazioni, creando nuovi posti di lavoro, contribuendo alla crescita della cooperativa agricola locale, rafforzando il vivaio locale e promuovendo una formazione tecnica alle popolazioni vicine.
Attualmente è attivo il progettoTerra è Libertà. Rafforzamento del sistema agricolo e caseario di Beit Doqu, Palestina – Fase II, cofinanziato dalla Regione Toscana.

Shu’fat è l’unico campo profughi che si trova all’interno dei confini municipali di Gerusalemme, è circondato su tre lati dal Muro di Separazione israeliano e confina con alcuni insediamenti illegali israeliani. La condizione d’isolamento del campo è quasi totale e per accedere a Shu’fat si deve attraversare un check-point controllato dalle autorità israeliane. L’ONU stima che a Shu’fat vivano 24.000 persone in uno spazio di circa 0,2 km quadrati. L’enorme sovraffollamento e la violenza permanente dell’occupazione militare israeliana sono la causa di molte problematiche sociali, tra cui il bullismo, la delinquenza giovanile e l’assenza di proposte culturali rivolte ai giovani. Attraverso il nostro progetto stiamo promuovendo la costruzione di uno spazio dove svolgere attività teatrali e alcuni corsi di teatro dell’oppresso rivolti a 30 giovani di Shu’fat.
Attualmente è attivo il progettoTeatro in Campo, cofinanziato dal Fondo Otto per Mille della Chiesa Valdese (Unione delle Chiese metodiste e valdesi).

Progetti di cooperazione e solidarietà internazionale

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