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  Un futuro senza Atomiche  
     
   
Firenze, 30/09/2007

E' partita il 30 settembre 2007, la campagna "Un futuro senza atomiche". L'Arci è tra i 53 soggetti promotori.

La campagna promuove una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per dichiarare l'Italia 'Zona Libera dalle Armi Nucleari'.

In Italia risultano esserci 90 testate atomiche, in basi come quelle di Aviano e Ghedi ed in tutto il mondo esistono attualmente 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggere il pianeta intero 25 volte. Nonostante sia un tema così importante, manca quasi del tutto l’informazione su questo.

Lo strumento della legge di iniziativa popolare è stato scelto perché permette di coinvolgere direttamente ed interloquire i cittadini.

L’escalation della crisi con l’Iran, con le minacce di guerra da parte del governo francese ci richiamano agli impegni che abbiamo come parte della Comunità internazionale: nel 1975 l’Italia ha ratificato il trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari. L’Italia deve seguire l'esempio di Canada, Grecia, Danimarca, Islanda ed Austria che hanno chiesto ed ottenuto la rimozione dal loro territorio degli ordigni nucleari USA-Nato (pur continuando a far parte della Nato) ed hanno raggiunto quei 104 paesi al mondo che vietano le armi nucleari dal loro territorio.
Solo così sarà possibile ridare fiato ai negoziati internazionali per liberare l’umanità dalla minaccia atomica che sono rimasti impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole che nessun altro le abbia, ma non è disposto a rinunciarvi. L’impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione è arrivare al disarmo nucleare totale e globale.
Ed invece a livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche. Altre potenze finanziano l’ammodernamento dei propri arsenali nucleari. Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale.

La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità.

L’articolato della proposta di legge è snellissimo, con due brevi articoli.
Nell’articolo 1 si afferma che "Il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato 'zona libera da armi nucleari'. Il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica"
Sono richieste minime, essenziali.

Per presentare la legge servono 50mila firme, entro sei mesi.

E’ importante che ogni Circolo ARCI ed ogni cittadino faccia la propria parte. Si tratta di organizzare iniziative informative e di raccolta firme in occasione di cene, serate, eventi particolari. Ed anche di prendere contatto con gli Enti Locali, a partire da quelli già inseriti nel Circuito degli Enti Locali per la Pace, e di proporre risoluzioni a favore della campagna e della proposta di legge ed anche un impegno forte per la raccolta delle firme. E’ un modo concreto per tornare a parlare con il nostro popolo e volgere in positivo i venti di guerra che purtroppo iniziano nuovamente a soffiare.

Chi è interessato ad avere maggiori informazioni o a contribuire al successo dell’iniziativa può contattare malavolti@arci.it

www.unfuturosenzatomiche.org