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Storia: 1981-1994 |
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Gli anni della crisi. Il nuovo ruolo dell'associazionismo nella seconda fase della storia repubblicana |
Il terrorismo prima, le stragi di Stato poi, segnano i passaggi dagli anni '70 agli anni '80. Si apre una fase durante la quale cadono tutte le speranze accese dai grandi movimenti di cambiamento culturale e politico e dai risultati elettorali favorevoli alle forze della sinistra. Si assiste in generale ad una caduta dei valori come la solidarietà ed avanza la cultura dell'omologazione, del rampantismo, dell'egoismo e dell'intolleranza.Entra in crisi parte della politica della sinistra; anche il modello di aggregazione dei circoli e delle case del popolo risulta in gran parte superato.
In questi anni assistiamo ad un vero e proprio fenomeno di incomunicabilità e di scollamento tra l'Arci e le sue strutture circolistiche.
Nel 1987 nascono la Confederazione Arci e la nuova associazione Arcinova, a seguito di un complesso processo di separazioni e momenti confederativi tra le organizzazioni che negli anni '70 avevano dato vita alla grande associazione unificata ARCI-UIPS.
Arcinova eredita in questo processo la gestione di tutto il patrimonio delle strutture circolistiche della vecchia Arci.
In questo periodo l'associazione non promuove però iniziative specifiche rivolte alle case del popolo e si limita a svolgere una funzione generale di proposta culturale, senza riuscire a coinvolgere pienamente in essa le strutture di base.
L'Arci segue con attenzione le novità emergenti che riguardano in modo particolare i giovani e le donne. Le questioni ambientali, quelle del disarmo e della pace inducono a nuove forme associative e a grandi iniziative pubbliche, così come le problematiche poste dagli extracomunitari, dalle tossicodipendenze e dalla sessualità.
Negli anni '80 nascono e si sviluppano nuove forme associative (tra le altre Arcigay, Arcidonna, Arcicomix, Arcigola, Arcimedia) con loro strutture territoriali (club, associazioni e circoli culturali tematici)
quasi ovunque fuori dai sodalizi tradizionali (circoli e case del popolo), senza nessun rapporto tra loro e non di rado con momenti addirittura conflittuali.
Si assiste così ad una ricchezza di iniziative che trovano tuttavia difficoltà oggettive a divenire consistenti e permanenti (fatta eccezione per la Legambiente che segue un processo tutto suo, più politico, che la porta a divenire interlocutore diretto dei partiti e delle forze economiche).
In pari tempo le strutture tradizionali rischiano di identificarsi con i soli aspetti ricreativi e commerciali (ballo, tombola, pizzeria, ecc.).
Nonostante questa fase involutiva i circoli e le case del popolo continuano ad essere luoghi spesso insostituibili di aggregazione e di partecipazione per la gente, svolgendo un ruolo positivo per la tenuta democratica e per la difesa dei valori nei difficili anni '80.
L'iniziativa culturale dell'Arci prima e di Arcinova poi raggiunge negli anni '80 livelli elevati. Alcuni progetti che caratterizzano l'impegno dell'associazione in questi anni assumono importanza di livello nazionale ed europeo.
Nel 1983 si svolge a Firenze per iniziativa dell'Arci il primo Indipendent Music Meeting, giunto oggi alla sua tredicesima edizione.
Nel 1984, con la partecipazione dell'Arci, nasce la Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa Mediterranea.
All'inizio degli anni '90 con il crollo del cosiddetto "socialismo reale", si apre una fase politica completamente nuova. Lo scontro politico cambia connotati, la vicenda di tangentopoli apre la strada ad ulteriori cambiamenti, si va rapidamente verso un sistema politico bipolare o comunque di grandi aggregazioni.
Emerge sempre più chiaramente la crisi dei tradizionali modelli di rappresentanza civile basati fin qui sul sistema dei partiti e sul ruolo delle stesse istituzioni. Nel paese si apre una vera e propria fase costituente che vede istituzioni, forze politiche e realtà sociali ed economiche impegnate a disegnare un nuovo modello di cittadinanza, ad individuare nuovi strumenti per il rapporto fra cittadini e stato.
In questo contesto assume sempre più importanza il ruolo che l'associazionismo democratico può autonomamente svolgere nell'organizzare la partecipazione dei cittadini e promuovere la cultura della responsabilità civile.
L'Arci accetta questa sfida affrontando al suo interno una riflessione sul proprio ruolo e sulle proprie funzioni.
Nel 1995, al termine di un complesso ma proficuo confronto interno, le numerose esperienze cresciute durante l'ultimo decennio nell'ambito della Confederazione si riunificano confluendo nella struttura di Arcinova, che cambia la propria denominazione in Arci Nuova Associazione.
Nell'aprile 1997 si celebra il primo congresso nazionale di Arci Nuova Associazione. Così, proprio in coincidenza con il quarantennale della sua nascita, l'Arci riflette sulla propria identità, raccoglie tutto il patrimonio storico di cui è portatrice per investirlo in un progetto associativo nuovo, adeguato ai compiti che le profonde trasformazioni di questi anni richiedono.
Un rinnovamento che parte innanzitutto dal recupero dei valori originali del suo patrimonio associativo: la solidarietà, la mutualità, lo scambio e la sperimentazione culturale, la partecipazione attiva e consapevole dei cittadini alla vita democratica.
Un processo che si fonda sul pieno recupero delle funzioni storiche dei circoli e delle case del popolo, strutture portanti del sistema Arci, luoghi di partecipazione consapevole dei cittadini che operano per la promozione umana e civile degli individui attraverso le esperienze collettive.
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